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lunedì 6 aprile 2015

Dove cercare lavoro? Parte 2: i motori di ricerca di lavoro

Oggi ho deciso di dedicare attenzione ad un altro degli strumenti più utilizzati per cercare lavoro, vale a dire i siti specializzati negli annunci. Questi siti sono fondamentalmente degli aggregatori di contenuto ed è quindi necessario conoscerli un po' per utilizzarli al meglio.

Innanzitutto, quali sono questi siti? Sicuramente ne conoscerete più di uno, abbiamo per esempio jobrapido, Monster, InfoJobs, indeed, ma l'elenco potrebbe essere eterno. I siti sono tanti, ma il contenuto vero e proprio molto meno, visto che fondamentalmente questi portali ripubblicano annunci esistenti altrove.

Se guardiamo la pagina dei risultati, infatti, noteremo subito qualcosa del genere:

Pagina dei risultati di InfoJobs

Pagina dei risultati di Monster
Le riconoscete? I nominativi sono spesso e volentieri quelli delle agenzie per il lavoro, di cui ho parlato nello scorso post.
Se trovate un annuncio interessante inserito da una di queste agenzie, il mio consiglio è quello di annotarvelo e candidarvi direttamente sul portale dell'agenzia. Quasi sempre, infatti, l'annuncio di lavoro sarà presente anche lì e non farete troppa fatica a trovarlo.

Come fare a trovare lo stesso annuncio?
- Google: inserite un pezzo dell'annuncio tra virgolette "..." e il nome dell'agenzia e cercate tra i primi risultati (dovrebbe essercene uno con il dominio dell'agenzia di vostro interesse);
- Sito dell'agenzia: cercate per filiale di riferimento o inserite alcune parole chiave dell'annuncio.

Un'operazione di questo tipo potrebbe sembrarvi una perdita di tempo, ma in realtà è utile perché elimina un intermediario ulteriore nella vostra candidatura. Se per esempio è Gi Group a cercare, perché candidarsi tramite Monster che invia tutto a Gi Group, quando potete candidarvi direttamente da lì?

Per la mia esperienza, inoltre, mi è capitato più spesso di essere chiamata da agenzie cui avevo inoltrato direttamente la domanda che non tramite questi portali (anzi, le volte che mi hanno chiamato dopo essermi candidata da questi portali si contano sulle dita di una mano...).

A voi è capitato qualcosa di diverso? Vi è capitato di essere chiamati dopo aver risposto agli annunci di questi portali?

domenica 4 gennaio 2015

Perché evitare il cv in formato europeo (con un paio di eccezioni)


A molti di voi sarà già capitato di dover preparare il proprio curriculum, anche durante gli anni dell'università.
Durante gli studi, infatti, spesso il cv è necessario per poter partecipare ad alcuni bandi (come l'Erasmus Traineeship, il vecchio Erasmus Placement) o per attivare gli stage curriculari; le università forniscono moduli precompilati o vari link utili a creare il proprio cv in formato europeo (modello Europass), presentandolo come un utile documento, facile da compilare e riconosciuto ovunque.

Verrebbe quindi naturale pensare che il cv europeo, consigliato dalle università, sia il modello da preferire al momento della ricerca di lavoro.

Nulla di più sbagliato: i selezionatori, infatti, odiano il cv europeo.

In passato ho avuto più volte l'occasione di parlare con i recruiter o di sentire i loro commenti in merito al formato Europass e non ho mai sentito un solo commento positivo.
Mi è anche capitato di portare il mio cv (non europeo) ai vari Job Day organizzati dalle Università e sentirmi dire, al momento della consegna del foglio: "oh, grazie a Dio un cv non europeo!"

Come mai il formato europeo è tanto odiato?

Una delle ragioni principali è la lunghezza: anche a voler essere stringati, il cv in formato europeo lascia molti spazi vuoti nella pagina, tanto che anche il neolaureato senza esperienza supera senza difficoltà le 2-3 pagine.
Per quanto questo possa sembrare un vantaggio ("ho poca esperienza, ma il cv è comunque corposo"), in realtà non lo è. I recruiter sfogliano cv tutti i giorni e la combinazione "neolaureato" + "cv >2 pagine" fa scattare il campanello d'allarme (e il lancio nel cestino)!
Se si è neolaureati con poca esperienza il curriculum non deve essere più lungo di una o due pagine: prima si va dritti al punto e meglio è (senza dimenticare le informazioni importanti, ovviamente). Il formato Europass invece punta molto su competenze

Il formato Europass inoltre è monotono. Questo modello eccede in standardizzazione e rende tutti i cv uguali fra di loro, scatenando la noia nel selezionatore e privandovi della possibilità di far emergere qualcosa in più su di voi. In una marea di fogli tutti uguali, l'unica arma che avete (a parità di competenze) è il colpire chi vi legge nel giro di pochi secondi... non vorrete mica farvi sfuggire questa opportunità, no?

Riprendendo quel che ho detto nel titolo, però, ci sono due casi in cui il cv in formato europeo è assolutamente da utilizzare:
  1. in quasi tutti i concorsi pubblici, specialmente a livello universitario (bandi di dottorato, borse di studio, corsi di specializzazione, ecc.);
  2. quando richiesto esplicitamente dall'azienda.
Escludendo queste due opzioni, ritengo che il formato Europass vada sempre evitato, preferendogli altre soluzioni più personalizzate (di cui parlerò prossimamente).

Avete avuto esperienze in merito? Anche voi vi siete ritrovati faccia a faccia con selezionatori esasperati da questo formato?

I primi passi

Come organizzarsi ed essere efficienti nella ricerca di un lavoro




Anche se molti studenti affiancano all'università il lavoro, la maggior parte delle persone che ho conosciuto nell'ambiente universitario ha sempre separato le due dimensioni, iniziando a pensare al "dopo" solo al termine degli studi.

L'idea secondo me non è sbagliata (se ne si ha la possibilità, ovviamente): al limite si può iniziare a pensarci durante le fasi finali della tesi, un paio di mesi prima della laurea, ma non prima. Una cosa che sicuramente non deve sfuggire, per quanto sembri banale, è la seguente: cercare lavoro è un lavoro.

Salvo casi fortunati, pensare di poter inviare qualche cv a caso ed essere chiamati porta solo grandi delusioni. Cercare un lavoro richiede molti sforzi e un impegno costante e si deve tener conto di perdere un gran numero di ore in questa attività.

Il consiglio che mi sento di dare è quello di prendersi, se possibile, qualche giorno di pausa post laurea per riposarsi e recuperare energie, magari iniziando a pensare a cosa si vorrebbe davvero fare.
Una volta riposati, diventa ora di affrontare la faccenda in modo serio.

L'essere organizzati aiuta parecchio: quando iniziate a mandare il vostro curriculum in giro per il web, preparatevi un foglio excel in cui salvare:
  • data di invio
  • azienda
  • posizione per cui ci si è candidati (e magari il link alla posizione)
Annotate inoltre se vi viene data una risposta (positiva o negativa che sia) e se siete stati chiamati per un colloquio. Insomma, tutto!

Lo ammetto: fare una cosa del genere può diventare veramente noioso, ma i benefici superano il costo dell'attività. I primi cv inviati, infatti, si ricordano tutti :)
Quando però ne avrete inviati venti, trenta, quaranta, cento... ricordarsi per cosa ci si è candidati diventa veramente difficile!

"Perché dovrei farlo?", potreste pensare...

Una delle domande che capitano spesso negli screening telefonici è "come mai si è candidato/a per questa posizione?"

Sì, "per questa posizione", senza dire quale.

I selezionatori vogliono spesso testare quanto davvero teniate a quel posto di lavoro, mettendo qualche trabocchetto. Ovviamente chiedere di quale posizione si stia parlando non fa fare una bella figura. Annotare tutto su un foglio excel aiuta

Vi elenco inoltre altri motivi per cui il foglio excel è utile:
  • si può usare come promemoria delle candidature "da inviare";
  • follow up: ricordare a chi si è inviato il cv evita inutili doppioni e vi consente di ricordare in quali portali fare login per verificare lo status della candidatura;
  • visualizzare in un unico posto le vostre candidature aiuta a fare chiarezza sul "cosa voglio fare" e a tenere presente la strada che state percorrendo. Se vi rendete conto che vi state candidando per troppi profili di tipo diverso, forse è il caso di fermarsi a riflettere sulla direzione che volete intraprendere. Pescare nel mucchio, infatti, porta difficilmente a risultati.

Voi vi siete mai organizzati con un foglio excel?
Avete altri trucchi o suggerimenti?

sabato 3 gennaio 2015

Dopo la laurea cosa c'è?


Dopo la laurea è ora di trovare un lavoro, ma spesso non si sa bene da dove partire.


Oramai è passato più di un anno da quel giorno, ma ricordo bene le sensazioni che ho provato in quel periodo. Ero felice di aver finito e di non dover pensare più a tesi ed esami, ma non avevo ben chiaro cosa avrei fatto dopo.

Quando il "dopo" è arrivato, mi sono rimboccata le maniche e ho cercato di districarmi nella giungla di internet per capire quali passi muovere, dove cercare e, soprattutto, capire cosa volessi veramente fare.

Ovviamente le prime esperienze sono state negative, ma tutto è servito a fare pratica per la volta successiva.


L'obiettivo di questo blog è quello di condividere con voi quello che ho imparato finora, con la consapevolezza che tanto sia già stato scritto in merito, ma anche con la convinzione che informazioni fresche siano sempre utili e che dal confronto possa sempre nascere qualcosa di buono.

Non sono una docente e nemmeno una professionista delle risorse umane, ma credo di essere un'osservatrice attenta e cerco di imparare il più possibile da ogni esperienza, positiva o negativa che sia.

I post che pubblicherò saranno scritti e pensati per l'audience che conosco meglio, i neolaureati (soprattutto quelli incerti sul da farsi), ma molte informazioni saranno utili anche ad altre categorie di lettori.

Condividere qui quello che ho imparato sarà una bella esperienza, per me e spero anche per voi.

A presto,

Sara